La sorprendente storia del tabacco
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Il suo uso è diventato talmente comune che poche persone sanno oggi da dove proviene il tabacco e come era impiegato un tempo, prima di finire in una sigaretta, un sigaro o una pipa. Il meno che si possa dire è che la storia del tabacco è sorprendente!
Il tabacco è originario del Nuovo Mondo
Il tabacco era coltivato in America più di 500 anni fa. È molto probabile che questa pianta sia ben più antica, ma la sua coltivazione risale a quel periodo. A quell’epoca gli Indiani popolavano ancora le Americhe, così come i popoli amerindi.
Il loro uso del tabacco era soprattutto a scopo medicinale, poiché si «curavano» arrotolando foglie di tabacco (il Tabaco). Usavano anche il tabacco nel loro celebre calumet, insieme ad altre erbe. In quel periodo il tabacco era impiegato essenzialmente dagli sciamani durante cerimonie particolari.
Quando Cristoforo Colombo mise piede in America e tentò di prendere il territorio con la forza, gli Indiani si difesero immergendo la punta delle frecce nella nicotina, per procurare una morte certa ai soldati europei.
Il tabacco arriva in Europa
Dal 1492 il tabacco orna i palazzi dei re europei grazie al navigatore. Molto rapidamente questa pianta si propaga in tutto il mondo e a una velocità eccezionale. Le piante di tabacco sono state coltivate in Asia e in Africa e la pianta è diventata un monopolio di Stato in diversi paesi. Bisogna attendere il XVI secolo perché il medico del re di Spagna (Filippo II) dichiari che si trattava di una pianta medicinale. Eppure già dal 1775 gli scienziati tracciano un legame tra il tabacco e il cancro.
Nonostante questo allarme, il tabacco continua a essere usato e persino consumato dai minori tramite le sigarette introdotte in Francia già dal 1825. Da allora il tabacco è ancora in vendita e resta consumato da molte persone in tutto il mondo.
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