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Sigaro

Gentlemen 1919: barbiere, bar nascosto e sala fumatori a un unico indirizzo parigino

Gentlemen 1919: barbiere, bar nascosto e sala fumatori a un unico indirizzo parigino

Nel cuore di Parigi, un indirizzo discreto si è affermato tra chi cerca qualcosa di insolito: Gentlemen 1919. Dietro il nome si cela un concetto ibrido, ideato da due appassionati, Maxime Simonneau e Antoine Drieu, per immergere gli ospiti nell’atmosfera soffusa degli Anni ruggenti aggiungendo un taglio contemporaneo. La scelta dell’anno 1919 non è casuale: il 28 ottobre di quell’anno, negli Stati Uniti, la Costituzione sancì il Proibizionismo, che favorì la crescita dei bar clandestini detti speakeasy. Gentlemen 1919 riprende quel periodo per ricreare un bar nascosto dove ciò che un tempo era vietato è oggi disponibile, in piena legalità. L’indirizzo, al 11 rue Jean Mermoz nell’8º arrondissement, ospita un barbiere, un bar a cocktail nascosto e una sala fumatori, in un ambiente volutamente esclusivo. Il locale si presenta come un viaggio indietro nel tempo, un riferimento allo stile maschile e alla vita notturna clandestina degli anni Venti. Fondato nel 2016 dopo tre anni di lavoro sul concetto, Gentlemen 1919 ha costruito una clientela. L’esercizio è stato collocato nella top 5 mondiale delle sale fumatori nel 2020 e nel 2023, mentre il salone da barbiere ha ricevuto nel 2024 la medaglia dell’Excellence Artisanale per la qualità del mestiere. Il luogo punta soprattutto all’autenticità, riprendendo lo spirito degli speakeasy americani degli anni Venti e adattandosi a ciò che chiedono i clienti di oggi. In un’atmosfera soffusa e riservata, Gentlemen 1919 serve una clientela urbana che cerca un’offerta parigina unita al carattere retrò dei bar clandestini di un tempo.

Il barbershop: un rituale senza tempo

L’esperienza inizia dalla vetrina, dietro la quale Gentlemen 1919 ha l’aspetto di un barbiere classico. Si presenta un salone maschile dallo stile vintage, con il palo tricolore del barbiere in facciata, simbolo universale del barber shop tradizionale. Una volta oltrepassata la porta, l’arredo è sobrio e senza tempo: pavimento a mosaico, poltrone da barbiere in pelle patinata e boiserie curate. L’atmosfera richiama un atelier di grooming di un tempo, con un leggero odore di dopobarba e di pelle insieme alle note legnose del mobilio antico. Il salone da barbiere ha un carattere retrò, con le sue poltrone in pelle e un arredo senza tempo, e propone un servizio di fascia alta. Il Barbershop Gentlemen 1919 incarna il mestiere artigianale del barbiere-parrucchiere. Ogni dettaglio del rituale è pensato per il comfort del cliente e per la resa dello stile: taglio della barba tradizionale al rasoio, asciugamano caldo sulla pelle per una rasatura ravvicinata, taglio di capelli curato e personalizzato, trattamenti del viso e, se richiesto, rifinitura precisa dei contorni. Tutti i codici del mestiere sono rispettati, dai prodotti usati al colpo di forbice finale, con il tocco contemporaneo di un servizio su misura. Qui l’uomo di oggi può ricorrere a un’intera gamma di prestazioni per la propria apparenza: shampoo, taglio, piega, colorazione sobria dei capelli o della barba, cura idratante della pelle, senza dimenticare la messa in forma di baffi e anche delle sopracciglia. Il tutto è erogato da specialisti del mestiere, in una poltrona da barbiere comoda come una club chair inglese, dove i clienti si fermano volentieri a parlare di stile o di whisky. Non è un caso che il salone sia stato premiato nel 2024 per l’artigianato: ogni cliente esce da questo rituale in ordine, pronto a proseguire nell’ambiente riservato sul retro.

Dietro la porta nascosta: uno speakeasy riservato

Una volta rifinita la barba e sistemata la nuca, la curiosità può portare altrove. In fondo al barbershop si trova una porta discreta, quasi invisibile ai non avviati, che solleva domande. Spingere quella porta nascosta significa cambiare epoca e passare in un altro ambiente. Il brusio soffuso del salone lascia il posto a un’atmosfera soffusa, scandita dal tintinnio dei bicchieri di cristallo e da un jazz sobrio in sottofondo. Si arriva in una vasta sala sul retro dal carattere retrò, un vero bar clandestino nascosto alla vista della strada. Le luci sono basse e calde, e proiettano bagliori dorati su pareti rivestite di boiserie scure e fotografie d’archivio degli anni del Proibizionismo. Un lungo bancone in legno massiccio corre per tutta la lunghezza della stanza, dietro il quale lavorano mixologist in bretelle, gilet e papillon, che richiamano l’aspetto old-school dei bartender di un tempo. Alti sgabelli in pelle invitano gli ospiti ad appoggiarsi al bancone per osservare la preparazione, mentre poco più in là poltrone Chesterfield capitonné e divani club formano alcove raccolte in cui sedersi con un bicchiere. Il bar clandestino si rivela con il bancone illuminato, gli scaffali di distillati rari e le luci soffuse. Qui il cocktail è al centro. La carta, volutamente ridotta e curata, rende omaggio ai grandi classici della mixology aggiungendo un tocco contemporaneo. La maggior parte dei cocktail signature porta nomi che richiamano la malavita degli anni Venti, un cenno ironico alle figure tipiche del Proibizionismo. Si può ordinare uno Scarface con rye whiskey e bitter speziati, o un Sam the Cigar che mescola rum invecchiato e liquori vintage, bevande dal carattere deciso. I bartender escono anche dai sentieri battuti: i mixologist riprendono con cura le creazioni del 1924, riportando ricette dimenticate o reinventando i classici con ingredienti inattesi. Il menu è suddiviso in più capitoli per coprire gusti diversi. Vi si trovano i « Classici », fondamentali senza tempo come il Negroni o l’Old Fashioned, eseguiti con precisione.

Seguono poi gli « Intemporali », variazioni sobrie che non invecchiano, e infine le creazioni « Sperimentali » che mostrano l’audacia dei bartender. Tra 19 e 24 € al bicchiere, ogni cocktail racconta una storia. Tra le preparazioni più originali figura ad esempio il Parfum d’Arsène, una bevanda che mescola tequila, bourbon Eagle Rare, succo di limone, purea di fico e albume, un abbinamento deciso di sapori dolci e corposi degno di un romanzo di Arsenio Lupin. Ad accompagnare queste bevande, la maison propone anche taglieri di salumi fini, formaggi stagionati e altre tapas fatte in casa, da condividere in un’atmosfera conviviale. Un grissino al prosciutto tartufato o alcuni dadi di comté stagionato stanno bene accanto a un cocktail. Chi cerca distillati insoliti non è trascurato. Nelle vetrine retroilluminate, il bar nasconde una raccolta ampia di whisky, oltre 80 prodotti provenienti da tutto il mondo, molti dei quali rari. Che si tratti di single malt scozzesi difficili da trovare, di bourbon americani d’annata o di whisky giapponesi in edizione limitata, ogni bottiglia è stata selezionata con attenzione. Queste scoperte, note soprattutto agli intenditori, fanno di Gentlemen 1919 un punto di riferimento per i conoscitori. Accanto ai whisky, la carta degli spiriti allinea anche rum vecchi di origini lontane, gin premium per Martini curati e alcune Chartreuse da collezione che la maison tiene per sé.

Per chi vuole proseguire, è possibile acquistare una bottiglia rara e conservarla sul posto in un casellario privato, così da tornarci come in un club personale. Il bar apre già di giorno, offrendo la possibilità di un cocktail o di un whisky anche nel pomeriggio, cosa piuttosto rara a Parigi. Di sera l’atmosfera diventa ancora più soffusa, e richiama uno speakeasy clandestino in cui ogni tavolo abbassa la voce. Poiché i posti sono limitati dalle dimensioni del locale, è consigliabile prenotare in anticipo per avere la certezza di oltrepassare la porta nascosta. L’esclusività qui si conquista un poco, e rafforza la sensazione di essere ammessi in uno dei bar più nascosti e curati della capitale.

La sala fumatori, riservata ai fumatori di sigari

In fondo allo speakeasy, un’altra stanza discreta si apre: la sala fumatori, riservata ai fumatori di sigari. In questo salone imbottito il fumo si disperde nella luce bassa, e l’ambiente odora di tabacco e cognac. Lontano dal rumore esterno, la stanza è quieta. Le pareti sono rivestite di boiserie scure e cornici antiche, nello stile dei club privati londinesi. Poltrone pesanti in pelle e divani Chesterfield permettono di sistemarsi, con un portacenere di cristallo a portata di mano. Un sistema di aerazione efficace e un isolamento studiato contengono il fumo nello spazio dedicato, così che i non fumatori possano usare il bar adiacente senza essere disturbati. Ne risulta un salottino dal carattere britannico, dove poltrone Chesterfield e luce soffusa danno il tono.

L’humidor attiguo conserva un’ampia selezione di sigari, tenuti all’umidità corretta. Oltre sessanta prodotti attendono in una vetrina: sigari cubani ovviamente, con Cohiba, Montecristo e Partagás tra quelli proposti, ma anche sigari del Nicaragua, della Repubblica Dominicana e dell’Honduras. I proprietari, informati essi stessi, dichiarano di aver selezionato ciò che ritengono rappresentativo di ogni territorio di coltivazione. Sono disponibili per consigliare i clienti nella scelta, che si tratti di un Robusto con note di cuoio e caffè o di un Torpedo più legnoso e speziato. Il servizio intorno al sigaro fa parte dell’offerta di Gentlemen 1919: vengono portati tagliasigari e fiammiferi lunghi, si cura la sistemazione in una club chair, e si può suggerire uno spirito da abbinare, per esempio un vecchio rum ambrato o un whisky torbato. L’atmosfera della sala fumatori è raccolta, quasi riservata. Si parla a voce bassa, e si scambiano poche parole tra clienti che condividono lo stesso interesse. A tratti gli unici suoni sono il leggero crepitio di un sigaro che si consuma e il versamento discreto di un vecchio bourbon. La stanza è pensata per restare seduti, come un salone di club maschile in cui il tempo sembra sospeso. Lo spirito dei club inglesi non è lontano: potrebbe essere una biblioteca soffusa di Mayfair in una sera d’autunno, con conversazioni di letteratura e viaggi. Gentlemen 1919 ha ricreato un’atmosfera in cui i clienti possono fumare lontano dal resto del locale, in quiete.

Le abitudini del gentleman moderno

Più che un bar o un salone, Gentlemen 1919 segue un’idea: quella del comfort discreto e della compagnia scelta. Nonostante il nome, il locale non è riservato agli uomini: le donne sono benvenute e molte apprezzano l’atmosfera, ma si rivolge soprattutto a una clientela in cerca di qualcosa fuori dall’ordinario e di autenticità. Si viene per farsi rifinire la barba o sistemare il taglio da mani esperte, poi si resta per un cocktail insolito o un sigaro della selezione, nel comfort soffuso di un club privato. Il personale, attento e qualificato, eccelle nell’arte dell’accoglienza cara alla tradizione francese: qui un guardaroba dove il cappotto viene preso con un gesto cortese, là un consiglio misurato del bartender sulla scelta di un single malt secondo i gusti, più in là un barbiere che sistema il colletto prima di salutare. Ogni cliente è trattato come un ospite, con discrezione e premura costanti, il che rafforza il senso di esclusività senza scivolare nello snobismo. Gentlemen 1919 offre un’esperienza immersiva in cui l’estetica del passato è coltivata senza nostalgia bloccata e unita alla creatività contemporanea. Per una serata, o un pomeriggio, il visitatore lascia il rumore di Parigi per un ambiente fuori dal tempo, come in un film noir o in un romanzo di Hemingway. La pelle delle poltrone, il calore ambrato delle luci e il sapore sobrio di un Old Fashioned compongono un insieme coerente. Gentlemen 1919 non è solo un luogo: è un insieme di abitudini, una scenografia in cui ogni elemento ruota intorno allo stile maschile e alla compagnia degli altri.

Alcune illustrazioni di questo articolo possono essere state generate o ritoccate da un’intelligenza artificiale.

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