Divieto della sigaretta elettronica in Polinesia francese: la decisione e i suoi effetti
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L’Assemblea della Polinesia francese ha sorpreso fine agosto 2025 votando un emendamento che vieta la sigaretta elettronica e tutti i suoi derivati. Il testo, portato dalla senatrice Lana Tetuanui e sostenuto dalla maggioranza degli eletti, prevede di vietare l’importazione di prodotti da svapo a partire dal 1° luglio 2026 e la loro vendita un anno dopo. Per molti polinesiani, questo emendamento segna una svolta radicale nella lotta al tabagismo e alle dipendenze, mentre altri vi vedono una misura sproporzionata. Una lettura fattuale dei dibattiti, delle motivazioni e delle conseguenze di questa decisione inedita.
Cosa contiene il testo votato?
In origine, il progetto di legge presentato dal ministro della Salute Cédric Mercadal mirava soprattutto a rafforzare la fiscalità e il controllo dei prodotti da svapo. In seduta, la senatrice Lana Tetuanui ha proposto un emendamento che andava «oltre»: vietare puramente e semplicemente le «vapotes» e tutti i loro componenti. Il presidente Moetai Brotherson ha ricordato che questo divieto potrebbe essere contestato alla luce dei principi di libertà del commercio e di proporzionalità, ma la maggioranza ha mantenuto la volontà di agire.
Il testo adottato introduce un articolo autonomo affinché un’eventuale censura non annulli l’insieme della legge. Le disposizioni principali sono:
- Campo del divieto: l’importazione, la messa in consumo, la distribuzione, la fabbricazione, la detenzione in vista della vendita e la cessione gratuita di tutti i prodotti da svapo sono proibite.
- Calendario: il bando dell’importazione e della distribuzione entrerà in vigore il 1° luglio 2026, mentre la vendita sarà vietata a partire dal 1° luglio 2027.
- Sanzioni: il mancato rispetto del divieto è passibile di un’ammenda amministrativa di un milione di franchi del Pacifico.
Il voto finale si è concluso con 51 voti a favore, 5 contro e 1 astenuto; diversi eletti dell’opposizione hanno invocato la lesione della libertà individuale e la mancanza di consultazione dei professionisti.
Perché bandire la vape? Le giustificazioni delle autorità
Proteggere i giovani e combattere lo sviamento degli apparecchi
La principale motivazione avanzata dalle autorità è la protezione dei giovani. Testimonianze e studi locali mostrano che le sigarette elettroniche sono a volte modificate per inalare sostanze illecite. L’Assemblea ha in particolare evocato l’uso di questi apparecchi per consumare cannabis oleosa e soprattutto metamfetamina (chiamata ice). Secondo l’indagine Ea Piahi – Santé Jeune 2024, circa il 3,5% degli alunni polinesiani ha già sperimentato la metamfetamina, e 1 abitante su 10 dichiara di averne consumato. Uno studio incaricato dal governo sul consumo di ice segnala un’esplosione dei traffici e degli usi, con sequestri di stupefacenti in aumento del 142% tra il 2021 e il 2022 e reati legati alla droga più di due volte superiori alla media della Francia metropolitana.
Un contesto di tabagismo elevato
La Polinesia francese presenta una prevalenza di tabagismo molto elevata: circa il 41% degli adulti fuma regolarmente, contro circa il 25% in Francia metropolitana. Gli eletti favorevoli al ban stimano quindi che la vape mantenga la dipendenza da nicotina e non riduca abbastanza il tabacco. Lana Tetuanui ha sottolineato che l’arcipelago aveva già vietato prodotti plastici o sanitari e che era competente ad agire sull’importazione per limitare i danni sanitari.
Priorità alla salute pubblica
Per il gruppo Tavini huiraatira, che governa la Polinesia, l’obiettivo è «considerare l’umano piuttosto che il denaro». Il deputato Ernest Teagai ha chiamato gli eletti a riunirsi per inasprire la legge, affermando che la salute doveva prevalere sugli interessi economici. Il clima di paura suscitato dall’aumento del consumo di ice, dalle violenze e dalle cancellazioni di eventi culturali ha anche spinto alcuni eletti e sindaci a reclamare una risposta forte.

Reazioni e dibattiti: una società divisa
I professionisti della vape e i commercianti
I venditori di sigarette elettroniche si sentono traditi. Torea Gille, dirigente di un’impresa di vape a Tahiti, ha spiegato che i professionisti avevano partecipato all’elaborazione di un testo volto soprattutto a limitare la vendita ai minori e ad aumentare la fiscalità, prima di scoprire in seduta l’emendamento di divieto. Temono chiusure di negozi e perdite di posti di lavoro, sottolineando che l’uso della vape come supporto di droghe resta marginale e che un divieto gioverà al mercato nero. Diversi operatori annunciano l’intenzione di contestare la legge dinanzi al Consiglio di Stato e denunciano l’assenza di concertazione.
Le associazioni e i professionisti della salute
I pareri medici sono sfumati. Il pneumologo Redouane Bouayab riconosce che, a suo avviso, la vape è meno nociva della sigaretta, ma ricorda che non è priva di effetti e che i suoi effetti a lungo termine restano incerti. Raccomanda di usarla per un periodo breve in un percorso di abbandono del tabacco. L’ONG Génération sans tabac, specializzata nella prevenzione del tabagismo, saluta dal canto suo una decisione che protegge i giovani, ma sottolinea che il divieto rischia di essere attaccato per lesione della libertà di commercio e potrebbe non reggere giuridicamente.
Gli oppositori politici
Diversi eletti del gruppo A Here ia Porinetia e alcuni membri del Tapura e del Tavini hanno votato contro. Il deputato Nuihau Laurey stima che il ruolo del legislatore sia prevenire e tassare piuttosto che «vietare e fare il gendarme». Rimprovera l’assenza di uno studio d’impatto e l’incoerenza di lasciare in vendita prodotti altrettanto nocivi (alcol, bevande zuccherate) mentre la vape è bandita. Gli oppositori temono anche che i fumatori si rivolgano al tabacco o a circuiti illegali in assenza di un’altra opzione.
Confronto con la regolamentazione in metropoli e in altri territori
Francia metropolitana: divieto mirato delle puff e vape regolamentata
In Francia continentale, la vendita, la distribuzione e la messa a disposizione delle sigarette elettroniche usa e getta («puff») sono vietate dal 26 febbraio 2025. La legge n. 2025-175 che modifica il codice della salute pubblica prevede un’ammenda fino a 100.000 € (200.000 € in caso di recidiva) per i trasgressori. Questa misura mira a proteggere gli adolescenti e l’ambiente, ma riguarda soltanto i dispositivi preriempiti e non ricaricabili.
Inoltre, lo svapo è vietato negli istituti scolastici, nei centri di formazione che accolgono minori e nei trasporti collettivi. I responsabili di luoghi aperti al pubblico che non segnalano questi divieti rischiano un’ammenda di 450 € e gli utenti inadempienti un’ammenda di 750 €. In compenso, bar, ristoranti e luoghi di cura possono autorizzare lo svapo a propria discrezione. Gli aromi e la vendita online restano legali ma sono strettamente regolamentati.
La Réunion: aumento delle tasse
A La Réunion, il consiglio regionale ha votato un forte aumento dell’octroi de mer (tassa locale sulle importazioni) applicato ai prodotti da svapo, passato dal 6,5% al 28% nel febbraio 2025. Le autorità giustificano questo aumento con obiettivi di salute pubblica, ma degli addictologi, tra cui David Mété, denunciano una «colpa grave» che rischia, a loro dire, di scoraggiare i fumatori dal rivolgersi a uno strumento di riduzione dei rischi. La riforma allinea la fiscalità della vape a quella del tabacco e si applica diversamente secondo il tipo di prodotti (liquidi nicotinati, dispositivi, pezzi di ricambio, ecc.).
Nuova Caledonia: proibizione delle puff
Nell’aprile 2024, il governo della Nuova Caledonia ha adottato un decreto che vieta l’importazione di sigarette elettroniche usa e getta. Questa misura si giustifica con l’attrattiva di questi prodotti presso gli adolescenti e i rifiuti che generano. Le scorte possono essere smaltite entro 15 giorni, poi gli ordini effettuati dopo il decreto devono essere riesportati o distrutti.
Martinica e altri territori
Nonostante la legge metropolitana del febbraio 2025, dei giornalisti hanno constatato che delle puff restano ampiamente disponibili in Martinica. I professionisti riconoscono di vendere questi dispositivi in piena illegalità, attirando un pubblico giovane. Un medico martinicano avverte che questi prodotti costituiscono, a suo avviso, un varco verso la dipendenza da nicotina e potrebbero invertire la diminuzione del tabagismo osservata localmente. In Guyana, a Mayotte o in Guadalupa, nessun divieto generale è in vigore, ma le regole nazionali si applicano e i dibattiti sulla fiscalità continuano.
Prospettive: attuazione e impatto potenziale
Applicazione della legge e controlli
La Polinesia francese dispone ormai di meno di un anno per preparare l’entrata in vigore del divieto di importazione. Il governo dovrà definire le modalità di controllo alle frontiere e nei negozi, mobilitare i servizi della dogana e chiarire i meccanismi di sanzione. Come ha sottolineato il presidente Brotherson, il testo rischia di essere attaccato per incostituzionalità; un ricorso dinanzi al Consiglio di Stato andrebbe quindi anticipato. Se la disposizione è annullata, l’insieme della legge resterà in vigore grazie alla redazione di un articolo distinto.
Impatto sulle abitudini di consumo
La scomparsa della vape potrebbe spingere alcuni fumatori a tornare al tabacco tradizionale o a circuiti informali per ottenere e-cigarette, come hanno rilevato diversi commercianti. Perché la misura raggiunga i suoi obiettivi, dovrà accompagnarsi, secondo gli specialisti, a un rafforzamento dei programmi di abbandono del tabacco: prodotti nicotinici di sostituzione, accompagnamento psicologico, campagne d’informazione e follow-up individuale. Senza questo accompagnamento, degli specialisti temono un aumento del tabagismo o un’esplosione del mercato nero, riducendo i risultati sanitari auspicati.
Verso un modello polinesiano?
L’arcipelago si iscrive in un movimento mondiale di inasprimento delle regole che inquadrano la vape, ma fa la scelta più radicale nell’area francese. La sua decisione è motivata da un contesto locale — prevalenza elevata del tabacco, esplosione del consumo di metamfetamina, uso sviato degli apparecchi — che differisce dalla metropoli. Resta da sapere se questo divieto reggerà giuridicamente e se permetterà davvero di proteggere i giovani e di ridurre le dipendenze. In ogni caso, apre un dibattito sulla conciliazione tra riduzione dei rischi, protezione dei giovani e libertà individuale, dibattito destinato a proseguire tanto in Polinesia quanto nell’insieme dei territori francesi.
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