[Intervista Chacom] La pipa di Saint-Claude
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Il sig. Antoine Grenard, direttore della maison di pipe Chacom, ci concede un’intervista esclusiva e ripercorre il suo percorso fuori dal comune.
Antoine Grenard – Credito foto Chacom
Smoking > Chi siete? // Presentatevi ai nostri lettori.
Antoine Grenard > « Originario del Giura, sono cresciuto a Saint-Claude accanto alla famiglia materna.
Studente all’IUT di Besançon in ingegneria meccanica, ho proseguito gli studi in una scuola di design a Valenciennes. Prime esperienze professionali a Parigi presso Ora-ïto, celebre designer francese. I progetti che avevamo erano molto interessanti e vari, perché toccavano tanto il design di prodotto (la celebre lattina di birra Heineken) quanto l’architettura.
Qualche mese più tardi, la vita parigina non mi convenendo, ho sentito il bisogno di un ritorno alle origini, a Saint-Claude. È allora che ho cominciato a lavorare con mio padre nella società di famiglia, Chapuis Comoy. Ho avuto occasione di passare da tutti i posti, dalla produzione alla comunicazione passando per la visibilità su internet. Ero tuttavia sempre alla ricerca di un posto nel design tra Lione e Ginevra ma senza reale successo. Abbiamo deciso con mia moglie di partire in Irlanda per delle vacanze e siamo infine rimasti un anno e mezzo. »
Smoking > Quando e come siete entrato nell’industria della pipa?
AG > « Nell’agosto 2005, mio padre mi ha chiamato e mi ha chiesto cosa volessi fare, se volessi riprendere la società di famiglia. Mi ha lasciato 24 ore di riflessione per dirgli cosa. La breve notte che ne seguì mi ha definitivamente riportato alle nostre montagne. Va detto che sono nato nella pipa: mio padre ha sempre lavorato in questo settore, mia madre ha molto operato per la confraternita del mondo pipaio. La scelta è infine stata naturale ma per niente calcolata. Non mi vedevo in questo settore perché ho comunque visto mio padre attraversare belle traversie che non mi lasciavano immaginare di fare questo mestiere.
Ho detto di sì e nel 2007 riprendo la co-gestione della società con mio padre fino al 2012, data della sua scomparsa. Ho avuto la fortuna di lavorare con lui per alcuni anni, il che mi ha permesso di conoscere gli ingranaggi del mestiere e di incontrare i clienti.
Non tutto è sempre stato semplice ma ho cercato di apportare la mia esperienza e il mio occhio di designer. Ogni anno abbiamo nuove collezioni ma questo aspetto del mio ruolo nell’impresa rappresenta solo il 3% del mio tempo. Delego molto presso i 24 membri della nostra squadra. »
Smoking > Qual è la fase della concezione che vi appassiona di più? E quella che vi sorprende sempre?
AG > « Ci sono molte fasi molto interessanti, ricche di conoscenza, a volte anche di memoria collettiva, nella creazione di una pipa. Ma direi che l’abbozzatura è un savoir-faire particolare soprattutto con le nostre macchine ancestrali. Ciò che mi affascina ogni giorno è la destrezza manuale del lavoro di lucidatura dei nostri maestri artigiani.
Ci piace la diversità di tutte le fasi della realizzazione, il design, la linea, l’abbozzatura, la ricalibratura, la fabbricazione dei bocchini, bocchini che teniamo d’altronde a realizzare noi stessi. La padronanza di queste postazioni in interno ci permette di garantire i nostri prodotti e di apportare la nostra firma unica. »
Smoking > L’universo della pipa è spesso associato a quello dei nostri anziani: pensate che abbia vocazione a ringiovanire?
AG > « C’è un vero fenomeno in questo momento, lo vediamo in negozio, sui saloni e mi sembra ben più accentuato negli Stati Uniti. Con uno stile hipster molto in voga in questo momento osserviamo un rinnovamento della clientela che ringiovanisce. La gente si interessa, desidera fumare diversamente ma per tanto resta prudentemente su prodotti molto classici. »
Smoking > Proponete le vostre realizzazioni a livello internazionale?
AG > « Lavoro all’estero tramite distributori. Comprano e rivendono i nostri prodotti ai tabaccai o a qualsiasi altro rivenditore. In Olanda ho un agente commerciale. »
Smoking > Quali consigli di manutenzione dareste ai nostri fumatori di pipa?
AG > « Consigliamo ai nostri clienti di dedicare una pipa per tipo di tabacco affinché gli aromi non si mescolino. È importante vigilare a pulire bene la pipa dopo ogni utilizzo. Questo oggetto, se ci fate attenzione, potete tenerlo a vita.
Può diventare un accessorio da adattare in funzione delle vostre abitudini di fumatori, dei vostri abiti e delle occasioni. In funzione della dimensione del vostro fornello il tempo di fumata è diverso; lo stile del bocchino, i materiali utilizzati, i colori sono altrettanti punti che differenzieranno la vostra pipa da quella degli altri. »
Smoking > Quale attualità o innovazione i nostri lettori troveranno quest’anno con Chacom?
AG > « Abbiamo molto di recente trasferito la nostra fabbrica nonché i nostri uffici per proporre ai nostri clienti uno spazio « Showroom-Museo » che ci permette di presentare la storia di Saint-Claude e di far scoprire il nostro processo di fabbricazione attuale.
I gesti e le tecniche non sono cambiati da quasi due secoli, usiamo le stesse macchine, gli stessi gesti sono riprodotti ed è lì che ci è sembrato importante mostrare il lavoro che rappresenta la fabbricazione di una pipa. Tutti i visitatori della nostra esposizione sono molto sorpresi dalla complessità insospettata del nostro lavoro artigianale.
Per l’attualità prodotto, ho voglia di dirvi che il prossimo pezzo di Chacom è quello che conta. »

Pipe Chacom – Credito foto Chacom
Smoking > Quali competenze e/o formazioni bisogna avere per essere assunti da Chacom?
AG > « Non c’è una scuola particolare per entrare in un’impresa come Chapuis Comoy. Il nostro savoir-faire si trasmette di generazione in generazione e richiede diversi anni di binomio. La scuola del legno dà buone basi ma non è obbligatoria. La passione, la destrezza sono altrettanti punti di forza che si ritrovano spesso nella parte Hobby dei CV che possiamo ricevere. »
Smoking > Quale aneddoto o citazione vorreste condividere con noi?
AG > « Mi piace molto la citazione di Churchill « Sono facilmente soddisfatto dal meglio ».
« L’aneddoto che mi viene in mente è ciò che i visitatori del nostro Showroom ci dicono uscendo dal museo: « Beh, qui abbiamo imparato qualcosa! Non pensavamo che ci fosse tanto lavoro per la fabbricazione di una pipa ». »

Selezione di Pipe Chacom – Credito foto Chacom
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