Quando la pubblicità promuoveva il tabacco
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Non è passato molto tempo da quando le pubblicità del tabacco comparivano sullo schermo, sulle riviste, sui giornali e persino sui cartelloni. Ecco uno sguardo a quando il tabacco poteva ancora fare pubblicità.
Le prime pubblicità delle sigarette
È verso la fine dell’Ottocento che sono nate le prime pubblicità del tabacco. Marshall’s e Cigares de Joy affermavano addirittura che le loro sigarette e i loro sigari fossero un vero rimedio contro l’asma, le bronchiti, i mal di gola e così via. Poco più tardi, nel 1904, Happy Thought ha coinvolto direttamente la medicina nelle sue pubblicità rappresentando un medico a cavallo, un (grosso) pacchetto di sigarette sotto il braccio, al galoppo verso i suoi pazienti.
Quando la medicina avallava la sigaretta
Probabilmente ispirata da Happy Thought, Lucky Strike si è avvicinata alla scienza per far avallare le sue sigarette. Così, tra il 1927 e il 1930, diverse pubblicità che mettevano in scena medici e patologie diverse presentavano le sigarette come una cura. Nel 1930 Old Gold è entrata in scena, seguita da Camel e Chesterfield vent’anni dopo. Quest’ultima ha addirittura condotto uno studio sul tema, che presentava come prova i presunti benefici delle sigarette sui bronchi, sulla gola e così via.
La guerra della pubblicità delle sigarette
Il legame tra medicina e sigaretta era già talmente onnipresente che le marche dovevano trovare nuove strategie per distinguersi. Così, a partire dal 1936, nelle riviste scientifiche venivano pubblicate lettere aperte firmate da medici. Alcuni dottori facevano addirittura pubblicità diretta alle sigarette.
Dopo la salute, la felicità
Con il campo medico ampiamente sollecitato, le marche si sono rivolte al piacere per distinguersi di nuovo. Old Gold è stata una delle pioniere negli anni Sessanta, seguita da vicino da Lucky Strike. Poi le marche hanno «adottato» i bambini mettendoli in scena, come Marlboro o Philip Morris nel 1951. Più tardi la sigaretta ha invaso il dominio sportivo (soprattutto il tennis), poi quello sessuale (Celestino Vega tra il 1990 e il 2001, Don Diego, Tiparillo…). In Francia il fenomeno si chiude nel 1991 con la legge Évin.
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