[Intervista Mimmo] Visita a una fabbrica di abbozzi di radica
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Incontrare il signor Domenico Roméo è una lezione di vita. È con generosità che Domenico, alias « Mimmo », ha proposto alla nostra squadra di fargli visita nella sua fabbrica di abbozzi situata nel comune di Taggia, nel nord-ovest dell’Italia.
In programma, visita dell’atelier e scoperta delle diverse fasi della creazione degli abbozzi. Gli intenditori del mondo della pipa sanno che cos’è il taglio della radica, ma i principianti troveranno la seguente definizione della parola « abbozzo: piccolo blocco grezzamente tagliato nella radice di radica destinato ai fabbricanti di pipe per la realizzazione dei fornelli e dei bocchini ». Possiamo dirvi che il taglio della radica non ha nulla di grossolano, tutt’altro…
Smoking > Chi siete? // Presentatevi ai nostri lettori.
Quando si pone questa domanda si incontra un Mimmo imbarazzato, quasi timido. Passiamo rapidamente alle domande successive, che parlano di aneddoti, di interesse per il mestiere e di lavoro.
Roméo Domenico > « Mi chiamo Roméo Domenico, tutti mi chiamano Mimmo e… è tutto. »
Smoking > Da dove viene il vostro soprannome Mimmo?
Mimmo > « È una tradizione familiare proveniente dal sud dell’Italia, da cui sono originari i miei genitori. Tutti mi chiamano così da quando sono nato: è il mio soprannome. Porto il nome di mio nonno. In Calabria il diminutivo di Domenico è Mimmo. »
Smoking > Raccontateci un po’ da dove viene il vostro cappello?
È con aria divertita che Mimmo ci dà la risposta prendendo tra le mani il suo celebre cappello.
Mimmo > « È la prima cosa che ho imparato quando ho iniziato il mestiere. Mio padre mi ha detto: è pratico, economico, lo porti tra le 6 e le 7 ore al giorno. Se lo perdi puoi rifarlo facilmente, è leggero e davvero « efficiente », come si dice in italiano.
Non lo sapevo, ma mia madre aveva messo da parte il primo cappello di carta che avevo portato, apponendovi la data. L’ho saputo solo 10 anni dopo, e ciò che è straordinario è che oggi tutti mi riconoscono grazie a quello. Non potevamo immaginare che la gente lo avrebbe ricordato: è incredibile che abbia conservato quel primo cappello nel 1988. »
Smoking > Come descrivereste il vostro mestiere?
Mimmo > « Ogni mattina, quando mi alzo, non penso di andare al lavoro: mi sveglio e vado a fare qualcosa che mi piace. Ci sono aspetti difficili, altri che lo sono meno, come in tutte le attività. La soddisfazione che troviamo in questo lavoro è molto più grande delle difficoltà che incontriamo, quindi lo facciamo con piacere. Non penso a iniziare o a terminare il lavoro: credo che sia più di un mestiere, è un modo di vivere. »
Smoking > Quando e come avete raggiunto l’industria della pipa?
Mimmo > « Mio padre ha iniziato questo mestiere nel sud dell’Italia, circondato dai suoi cugini. In seguito ha lavorato nella regione Liguria, a pochi chilometri da qui, sempre in famiglia. Poi, nel 1969, si è installato qui, in questa casa, a Taggia.
Ha conosciuto grandi produzioni fino al 1975. Dopo quella data la produzione mondiale del mondo della pipa è calata, e allora ha deciso di fondare il suo lavoro sulla qualità. È sempre stato un gran lavoratore e non ha mai avuto paura del cambiamento: ha adattato la sua attività al mercato.
Quando ho iniziato, nel 1988, l’attività era molto ridotta: a quell’epoca avevamo uno sguardo sullo sviluppo futuro molto diverso, che ci metteva a confronto. Lui faceva solo gli abbozzi e i vassoi per i pipaioli, e io avevo il desiderio di fabbricare pipe finite. Ho imparato per una decina d’anni a fare il mestiere di tagliatore di radica. Ho avuto occasione di lavorare sulla fabbricazione di pipe in serie, ma non per conto mio.
Era simpatico, interessante, un po’ come la produzione degli abbozzi: un lavoro difficile, ripetitivo, che mi ha spinto a orientarmi verso la produzione artigianale di alto livello. Completa il mio lavoro, che fino ad allora si fermava alla produzione di abbozzi.
Lavorando sulla realizzazione di pipe e con i contatti che posso avere con un gran numero di pipaioli nel mondo, ho potuto scoprire nuove tecniche e possibilità di taglio. »
Smoking > Quali sono le fasi della concezione dei vostri prodotti? E quella che preferite?
Mimmo > « Riceviamo le ceppaie di radica e le stocchiamo in un locale umido per prevederne un taglio rapido. Una decina di giorni dopo il taglio facciamo bollire gli abbozzi, che mettiamo ad asciugare per quasi 3 mesi. L’ultima fase è la selezione degli abbozzi per calibro.
Il tempo per una pipa forata pronta all’uso è tra un anno e diciotto mesi perché l’intero processo sia completo; varia in funzione della dimensione della pipa. Ma da me sono circa tre anni, tra il momento in cui scelgo il mio abbozzo e la realizzazione del modello che immagino. »
Smoking > Chi sono i vostri clienti?
Mimmo > « I nostri clienti sono fabbriche per produzioni artigianali o industriali in Francia e a livello internazionale. Sono in contatto con artigiani francesi, italiani, danesi, giapponesi, cinesi. Gli artigiani hanno bisogno della radica in tutto il mondo, e la radica esiste solo nel Mediterraneo. Non possiamo inviare una ceppaia umida per lavorarla in America.
Per quanto mi riguarda, l’attività è aumentata in questi ultimi 7 anni. In compenso ci sono pochi tagliatori di radica e il numero di pipe prodotte è piuttosto stabile. Il mestiere del tagliatore è molto difficile e i candidati sono rari. I giovani trovano questo mestiere sporco, pericoloso, e richiede soprattutto di essere appassionati. »
Smoking > Nel vostro settore che cos’è un’attualità o un’innovazione?
Mimmo > « Nel nostro mestiere non c’è davvero una grande innovazione: usiamo le stesse macchine di 50 anni fa, e abbiamo difficoltà a trovare lame perché le nuove non sono adatte alle nostre macchine.
Di recente abbiamo acquisito una macchina per affilarle, mentre in passato lo facevamo a mano.
Questi piccoli adeguamenti ci facilitano il compito quotidiano, ma non rivoluzionano la fabbricazione degli abbozzi.
Quanto alla produzione di pipe, troviamo più strumenti di aiuto alla produzione, per tornire le pipe ad esempio o proporre nuovi design. Ma il cuore del nostro mestiere è artigianale: da un lato è una fortuna! Ci permette di conservare i nostri valori e di mantenere vivo l’interesse per il nostro lavoro. »
Smoking > Quali sono le competenze e/o le formazioni necessarie per fare il vostro mestiere?
Mimmo > « Non esiste una scuola specializzata per imparare questo mestiere. Personalmente ero destinato a essere insegnante di ginnastica, ma non avevo ancora scelto tra il mestiere di tagliatore e quello di insegnante. Dopo averci riflettuto, è con mio padre che ho iniziato l’apprendistato, dandomi un periodo di prova di 3 anni. Mio padre diceva che avevo le mani troppo grosse e mia madre trovava che gettarmi in questo mestiere antico non fosse una buona idea. Alla fine le mie grosse mani si sono rivelate utili e mi permettono di maneggiare finemente le ceppaie come pinze, per un lavoro più sicuro e preciso.
Ho trovato la mia tecnica e ho coltivato questo interesse per l’artigianato e per il lavoro ben fatto. »
Smoking > Quale aneddoto o citazione vorreste condividere con noi?
Mimmo > « Vi condividerò la mia esperienza e la mia impressione sul nostro mestiere. Tutti, da quando ho iniziato, dicono che il mestiere è in crisi e che l’attività cala. Sento molti clienti che si lamentano, quindi non so se lo fanno perché non vogliono che alzi i prezzi o per abitudine.
Vi confesso di non amarlo, perché penso che con la « positività » non possiamo cambiare il mondo intero, ma possiamo vivere meglio.
Il mondo della pipa, per un gran numero di persone, si assocerebbe a un settore che invecchia, ma è falso. Oggi trovate modelli moderni e originali. Sapete che in Cina l’età media dei fumatori di pipa è inferiore ai 40 anni? Amano questi oggetti « cool » che arrivano dall’Europa nel rispetto della fabbricazione artigianale. Alla fine è una storia di relazione con l’oggetto.
C’è un lavoro di marketing molto grande da fare su questo settore. Molti pensano che solo i fumatori di pipa si interessino alla pipa, ma non è vero: quando incontro nuove persone e spiego loro il mio mestiere, restano ore a scoprire che cos’è il legno, il lavoro. È un oggetto dall’immagine arcaica che racconta qualcosa di davvero interessante. Prima che questo pezzo di legno sia sul mio tavolo, prima che inizi a tagliarlo, ci sono altre persone che sono andate nel bosco, che hanno lavorato a colpi di piccone, che l’hanno dissotterrato, trasportato, consegnato per essere infine tagliato e passare tutte le fasi che vi ho presentato in precedenza.
Che fabbrichiate gioielli o pipe con la radica, c’è tutta una cultura e un passaggio di energia dal primo momento fino alla fine, e la gente vuole conoscere queste storie.
Le caratteristiche dei legni piccoli sono raramente ricche, mentre la radica ha una venatura fine, una bella fiamma e un colore naturale che la gente apprezza.
Per la citazione, mi ricordo sempre le parole di mio padre, che diceva sempre:
« Se puoi fare un lavoro oggi, fallo: non aspettare domani. »
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