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Attualità

Le dogane hanno sequestrato 547 tonnellate di tabacco di contrabbando nel 2025

Le dogane hanno sequestrato 547 tonnellate di tabacco di contrabbando nel 2025

Nel 2025, l’amministrazione doganale annuncia di aver sequestrato 547,94 tonnellate di tabacchi e sigarette di contrabbando sul territorio nazionale, ossia +12% sull’anno precedente, per 20 486 infrazioni e un valore stimato a 190,13 M€.

547,94 tonnellate di prodotti sono state ritirate dai circuiti clandestini

L’ampiezza dei sequestri si iscrive in un decennio a «denti di sega», segnato da un picco record nel 2022 e dall’adattamento dei trafficanti (frammentazione dei lotti, policriminalità).

Oltre ai sequestri, la posta è fiscale (perdite stimate in diversi miliardi di euro all’anno) e sanitaria, perché il commercio illecito rende il tabacco meno caro e indebolisce le politiche di riduzione del tabagismo.

Le autorità mettono in evidenza il rafforzamento delle operazioni coordinate e dell’azione di intelligence, mentre gli attori sul campo chiedono maggiore dissuasione e visibilità sui risultati.

L’anno 2025 conferma l’installazione duratura di un mercato parallelo del tabacco: 547,94 tonnellate di prodotti sono state ritirate dai circuiti clandestini, secondo il bilancio ufficiale presentato a febbraio 2026.

Una cifra in aumento nonostante una mobilitazione rafforzata, retate spettacolari, di cui 75,8 tonnellate scoperte in una sola operazione oltremare, e operazioni mirate alla rivendita abusiva nelle grandi agglomerazioni.

Dietro i cartoni sequestrati, le autorità descrivono filiere ormai «policriminali», che combinano logistica, riciclaggio e a volte passerelle con altri traffici.

Contesto e cifre chiave

La cifra di 547,94 tonnellate corrisponde al volume di tabacchi e sigarette sequestrati nel 2025 sul territorio nazionale, con 20 486 infrazioni, e due smantellamenti di fabbriche clandestine di fabbricazione di sigarette.

La stessa comunicazione indica che all’estero, l’azione di cooperazione e di intelligence ha contribuito a sequestri aggiuntivi di 284,12 tonnellate (ossia +97% rispetto all’anno precedente).

Su dieci anni, lo storico mette in evidenza tre dinamiche:

  1. un livello molto elevato a metà degli anni 2010,
  2. un minimo verso la fine degli anni 2010,
  3. una ripresa forte dal 2021, con un picco nel 2022 e un riflusso nel 2023–2024, seguito da un rimbalzo nel 2025.

Dettagli dell’operazione

Il totale annuale del 2025 aggrega una pluralità di azioni: controlli stradali, portuali, operazioni in zone urbane, inchieste, cooperazione internazionale e lotta contro le officine clandestine.

La conferenza di presentazione del bilancio si è tenuta a Bercy (il luogo inizialmente previsto, Biriatou, essendo stato abbandonato per ragioni meteo secondo una fonte di stampa specializzata).

Casi documentati che illuminano i metodi

Un’operazione «fuori norma» contro le filiere urbane.
Dal 1° al 3 aprile 2025, l’operazione “STOP TRAFICS” ha mobilitato 385 doganieri, con 553 operazioni e sequestri comprendenti 900 kg di tabacchi, ma anche contraffazioni, medicinali dirottati e contanti; il suo interesse sta nella logica «filiere», dal trasporto allo stoccaggio poi alla rivendita, con sfruttamento dell’intelligence e coordinamento interregionale.

Un esempio portuale: dissimulazione in un carico alimentare.
Il 9 ottobre 2025, un controllo in stazione marittima porta alla scoperta di 7 tonnellate di sigarette nascoste dietro palette di derrate; la procedura menziona il ruolo di una unità cinofila e una condanna in CRPC (sospensione, divieto del territorio, ammenda doganale).

Un esempio stradale: tabacco da shisha in transito dichiarato.
Il 22 ottobre 2025, un controllo notturno in autostrada rivela 801 kg di tabacco da narghilè in un veicolo commerciale; il seguito giudiziario è annunciato come un’udienza all’inizio del 2026, il che illustra lo scarto temporale tra constatazione doganale e giudizio.

Un colpo di rete maggiore oltremare: logistica marittima e cooperazione.
A febbraio 2025, i doganieri di Nouméa sequestrano 75,8 tonnellate in diversi container, su una nave battente bandiera tanzaniana, con uno scenario descritto come una piattaforma galleggiante “go-fast” e una destinazione presumibilmente verso il mercato australiano; il fascicolo mette in evidenza il coordinamento con il Centre de Fusion de l’Information Maritime e le Forces Armées en Nouvelle-Calédonie, nonché una cooperazione con l’Australian Border Force, e una condanna del capitano da parte del tribunale correzionale locale.

Impatti economici e sanitari

Un’equazione fiscale: dall’«importo sequestrato» al mancato gettito

Il bilancio 2025 associa ai sequestri un valore stimato di 190,13 M€ (valorizzazione doganale dei sequestri), ma questo dato non equivale al mancato gettito fiscale totale.

Per avvicinare l’ordine di grandezza macroeconomico, uno studio recente pubblicato dall’amministrazione stima che nel 2023 il 17,7% del tabacco consumato sfuggisse alla fiscalità, ossia 8 081 tonnellate e 4,3 Md€ di entrate non percepite; la principale fonte identificata è l’acquisto transfrontaliero (6 863 tonnellate), di gran lunga davanti alla vendita di strada e ai traffici locali (366 tonnellate).

In altri termini: i sequestri (centinaia di tonnellate) sono visibili e mediaticamente marcanti, ma la struttura del «fuori fiscalità» include anche un volume importante di flussi «semi-legali» o dichiarati come acquisti personali, suscettibili di alimentare rivendite.

Effetti sull’economia legale e sull’ordine pubblico

Le autorità ricordano che la lotta contro questo traffico serve anche a proteggere il monopolio legale di vendita al dettaglio e i rivenditori, impedendo al contempo che punti di rivendita informali si installino come un’economia parallela.

Nella comunicazione governativa, il traffico di tabacco è presentato come un finanziamento di filiere più pericolose, e non come un «piccolo contrabbando» marginale.

Posta sanitaria: accessibilità aumentata e prodotti non controllati

Sul piano internazionale, il Protocollo dell’Organizzazione mondiale della Sanità ricorda che il commercio illecito rende i prodotti del tabacco più accessibili e «mina» le politiche di lotta antitabacco, colpendo in particolare i giovani e le popolazioni vulnerabili.

A livello operativo, il piano nazionale 2023–2025 prevede anche il rafforzamento del profiling e di analisi scientifiche (tra cui tossicologiche) dei prodotti sequestrati, segno che la questione non è soltanto fiscale ma anche legata alla sicurezza sanitaria di prodotti non conformi.

Poste giuridiche e procedimenti

Quadro delle sanzioni: un inasprimento recente, ma un’attuazione eterogenea

Il diritto doganale prevede sanzioni penali e finanziarie pesanti per il contrabbando, con aggravanti in caso di banda organizzata (fino a dieci anni di reclusione e ammenda che può arrivare fino a dieci volte il valore della frode, a seconda dei casi).

Il quadro antitabacco comprende anche disposizioni specifiche, in particolare sulla vendita a distanza e il trasporto in frode, con aggravante in banda organizzata.

La legge del 18 luglio 2023 volta a dare alla dogana mezzi di fronte alle «nuove minacce» si iscrive in questa traiettoria di rafforzamento (poteri, adattamento al digitale, lotta contro piattaforme e circuiti).

In parallelo, elementi parlamentari e governativi riepilogano aumenti di pene specifiche ai traffici di tabacco (in particolare sulla reclusione e la banda organizzata), nonché strumenti amministrativi (chiusure, divieto del territorio), ma la traduzione operativa dipende dai fascicoli e dalle procure.

Alcune illustrazioni di questo articolo possono essere state generate o ritoccate da un’intelligenza artificiale.

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