Come scegliere un tagliasigari
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Esiste una moltitudine di tagliasigari sul mercato. Non tutti si equivalgono, e a seconda dei calibri che si preferiscono alcuni modelli sono più adatti di altri. Ecco come scegliere il tagliasigari giusto.
Tagliare il sigaro: un gesto da acquisire
Tagliare il sigaro è un gesto necessario: senza taglio, la testa resta chiusa dalla fascia. Un taglio scorretto compromette la combustione, può staccare la fascia e alterare il tiraggio. Esistono 4 tipi di tagliasigari; ecco il dettaglio e per quale tipo di sigaro usarli.
Il tagliasigari a ghigliottina a una o doppia lama
È il modello più diffuso. Ne esistono a lama semplice o doppia. Il loro punto di forza? Tagliano la cuffia in modo preciso e netto. Il tiraggio è più aperto grazie a un taglio detto largo. Attenzione al diametro del sigaro: serve uno strumento adatto.
Occorre un certo tempo per familiarizzare con il tagliasigari a ghigliottina. I modelli a doppia lama sono più facili da usare. In caso di dubbio, si può iniziare con una doppia lama a molla.

Il foracigari
È lo strumento da privilegiare quando si inizia, perché è molto semplice e assicura un taglio netto. Basta immergere il foracigari nella testa e, con un movimento di torsione, asportare un piccolo cerchio della cuffia. Si adatta alla misura del sigaro: conviene quindi scegliere bene il modello.
Il tagliasigari a V
Più complesso, questo tipo di tagliasigari asporta un pezzo di fascia sulla testa. La fessura così ottenuta modifica il tiraggio. Esistono tre tipi di taglio a V: da tavolo, a pistone o a lama. Attenzione: non sono consigliati per i sigari appuntiti.
Le forbici da sigaro
È un sistema antico, usato soprattutto dagli intenditori. Restano difficili da maneggiare. Permettono invece di tagliare tutti i diametri senza distinzione. Il movimento è complesso: occorre dosare la forza e combinare una torsione.
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