La città di Milano diventa in parte «senza fumo»
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Per combattere l’inquinamento dell’aria, la città di Milano ha scelto di rendere una parte dei suoi spazi senza sigaretta dal 19 gennaio. Ecco di che si tratta.
Addio alla sigaretta in certi luoghi della città
L’Italia è stata il primo paese europeo a vietare la sigaretta nei luoghi chiusi nel 2005 per ragioni sanitarie. Oggi la sigaretta è di nuovo sul banco degli imputati, questa volta per ragioni ecologiche. Milano è infatti una delle città europee più inquinate, anche perché si trova nella valle del Po. Il sindaco democratico Beppe Sala ritiene che vietare di fumare potrebbe migliorare la situazione. Secondo alcuni rapporti, il fumo di sigaretta sarebbe responsabile di circa l’8% delle emissioni di particelle sottili dette PM10.
Così, dal 19 gennaio, è formalmente vietato fumare a meno di 10 m da un’altra persona in certi luoghi pubblici, come i parchi, i cimiteri, gli stadi, nonché alle fermate di autobus e tram. Il sindaco ha inoltre annunciato che entro il 2025 sarà semplicemente vietato fumare in tutte le strade della città.

Agire per il clima vietando anche altre pratiche
Il sindaco milanese non intende fermarsi alla sigaretta. Per rafforzare la misura e ottenere risultati concreti, vuole inoltre vietare i fuochi d’artificio e i barbecue. Per il momento, non è stata indicata alcuna data di applicazione.
Dal lato dei negozi, Beppe Sala ha già annunciato che entro l’anno prossimo i negozi dovranno tenere le porte chiuse, per evitare di surriscaldare o, al contrario, di abusare del condizionamento.
Queste decisioni piuttosto radicali sono state prese per rispondere agli accordi di Parigi. Si tratta anche, secondo il Comune, di una protezione aggiuntiva per i cittadini: evitando di fumare, la loro salute sarebbe preservata e, in questo periodo di epidemia sanitaria, i fumatori non toglierebbero più la mascherina per soffiare il fumo nell’aria.
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