Le origini della shisha
Pubblicato il
Che siate praticanti o semplicemente curiosi di raccontare qualcosa alla macchinetta del caffè tra colleghi, ecco le origini della shisha. Alcune informazioni potrebbero sorprendervi!
La shisha: una storia controversa
Pratica culturale orientale, il narghilè è usato da generazioni in tutto il Medio Oriente, spesso in contesto familiare o tra amici. Oltre all’uso sociale, l’oggetto ha avuto altri ruoli nella storia.
Il narghilè trae le sue origini dalla Persia, dall’Africa, dall’India, ma anche dall’America e dall’Europa. Oggetto d’arte, era un presente molto ricercato, spesso offerto in dono. La forma che conosciamo oggi risalirebbe al XVI secolo e sarebbe stata messa a punto in India. In quel paese, il consumo di tabacco era una pratica in cui il fumo veniva « purificato » dall’acqua, secondo le descrizioni dell’epoca. L’oggetto permetteva alle famiglie di mostrare un rango sociale elevato.
Un secolo più tardi, i Persiani hanno sviluppato il narghilè e lo hanno reso accessibile a tutti. Solo nel XVIII secolo i Turchi vi hanno trovato un interesse analogo. Molto presente presso i ricchi, la shisha era riservata anche a riunioni diplomatiche. Infine, lungo tutto il XIX secolo, la shisha si diffonde in tutto il Medio Oriente. Si sperimentano anche aggiunte di frutti e di melassa al tabacco; le abitudini restano però invariate, poiché viene condivisa tra familiari, amici o anche con estranei.

Perché la shisha si è diffusa in tutto il mondo?
A differenza di una semplice sigaretta, la shisha consente di variare il gusto del tabacco con l’aggiunta di frutti freschi, di succhi, di essenze di frutta e simili. È inoltre usata in contesti collettivi. Molti shisha bar aprono in tutto il mondo, spesso frequentati in gruppo. Alcuni sostengono anche che la shisha sia meno nociva, perché più naturale.
Alcune illustrazioni di questo articolo possono essere state generate o ritoccate da un’intelligenza artificiale.