Belgio: una fabbrica clandestina di sigarette smantellata nell’Hainaut
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Le autorità belghe hanno inflitto un nuovo colpo al traffico di tabacco scoprendo un’importante fabbrica clandestina di sigarette nella provincia dell’Hainaut. L’operazione mette di nuovo in luce l’ampiezza crescente del commercio illecito del tabacco in Europa e l’organizzazione sempre più sofisticata delle reti criminali coinvolte.
Una vera fabbrica nascosta in un hangar isolato
È nel comune di Thuin, nella provincia dell’Hainaut, che i servizi della dogana belga e la polizia giudiziaria federale hanno scoperto un impianto illegale di grande portata. Dissimulata in un edificio isolato, la fabbrica disponeva di una catena di produzione completa, in grado di fabbricare sigarette a ritmo industriale.
Sul posto, gli investigatori hanno trovato tutto il materiale necessario alla produzione: macchine per il taglio del tabacco, attrezzature di fabbricazione, sistemi di imballaggio e importanti quantità di materie prime destinate ad alimentare la produzione.
Durante l’intervento, sette persone presenti sul sito sono state arrestate. Secondo le autorità, si trattava soprattutto di cittadini stranieri reclutati per assicurare il funzionamento continuo dell’impianto.
Un fenomeno che prende piede in Belgio
Questa scoperta non è un caso isolato. Dall’inizio del 2026, diverse fabbriche clandestine simili sono già state smantellate sul territorio belga. Le autorità osservano una moltiplicazione dei siti di produzione illegali, segno che il Belgio è diventato un punto strategico per le reti di contrabbando di tabacco.
La situazione preoccupa in particolare i servizi doganali. In pochi anni soltanto, il mercato nero del tabacco è fortemente avanzato nel paese. Le sigarette di contrabbando o di contraffazione rappresenterebbero ormai una quota significativa del consumo nazionale.

Perché il Belgio attira i trafficanti?
Diversi fattori spiegano questa attrattiva. La posizione geografica del Belgio, al cuore dell’Europa occidentale, facilita la ridistribuzione delle merci verso numerosi paesi vicini, in particolare la Francia, i Paesi Bassi o ancora la Germania.
Gli scarti di fiscalità sui prodotti del tabacco tra i diversi Stati europei favoriscono inoltre i traffici. Le organizzazioni criminali sfruttano queste differenze per alimentare un mercato parallelo particolarmente redditizio.
Le fabbriche clandestine sono in genere installate in magazzini discreti o in edifici industriali poco frequentati. Le reti reclutano poi una manodopera straniera incaricata di assicurare la produzione in continuo, a volte 24 ore su 24.
Perdite fiscali considerevoli
Oltre alle infrazioni penali, il commercio illecito del tabacco rappresenta un mancato gettito importante per le finanze pubbliche. Le sigarette prodotte illegalmente sfuggono infatti alle accise e all’IVA.
Ogni anno, questo fenomeno priva gli Stati europei di centinaia di milioni di euro di entrate fiscali. I fabbricanti legali e i tabaccai subiscono inoltre le conseguenze di questa concorrenza sleale.
Le autorità ricordano inoltre che i prodotti provenienti da circuiti clandestini non sono sottoposti ad alcun controllo sanitario. La loro composizione reale rimane spesso sconosciuta, il che può rappresentare un rischio aggiuntivo per i consumatori.
Una lotta rafforzata contro le reti criminali
Di fronte all’espansione del mercato nero del tabacco, i servizi doganali europei moltiplicano le operazioni congiunte per identificare e smantellare le filiere di produzione illegali. La cooperazione tra i diversi paesi appare oggi come una leva essenziale per contrastare efficacemente queste organizzazioni transnazionali.
Lo smantellamento di questa nuova fabbrica clandestina in Belgio illustra la determinazione delle autorità a combattere un traffico particolarmente redditizio e in costante evoluzione.
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