Sigari biologici Plasencia sul mercato francese
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Con quasi 30 milioni di sigari all’anno, uno dei maggiori produttori di tabacco al mondo, Plasencia, propone ora in esclusiva agli appassionati i suoi sigari biologici. In Francia, i sigari prodotti da Plasencia sono in particolare distribuiti dal marchio Maya Selva. Il produttore punta così sul segmento del biologico e sul rafforzamento della distribuzione in Europa.
Si può davvero parlare di sigari biologici?
La gamma detta di sigari biologici intitolata « Reserva Organica » non porta il marchio biologico ufficiale, ma afferma chiaramente di provenire al 100 % da un’agricoltura biologica. Come distinguere i fatti? Un sigaro detto biologico non è meno nocivo per la salute di un sigaro classico: la certificazione riguarda il modo di coltivazione — assenza di pesticidi di sintesi e rispetto di un disciplinare — e non la natura del prodotto finito. Nestor Plasencia punta a consolidare la propria presenza in questo segmento sempre più seguito. La sua presenza regolare in Francia per presentare i suoi sigari conferma la volontà di proseguire un percorso iniziato nel 1998.
Il tabacco biologico non è una novità assoluta nell’universo dei fumatori, ma resta recente nel settore degli articoli per sigari. Va notato che la produzione di tabacco biologico rappresenta soltanto l’1 % dell’insieme dell’attività del gruppo Plasencia. La famiglia concentra infatti l’attività di produzione di sigari biologici su una « piccola » superficie di 20 ettari, nonostante un costo due volte più elevato rispetto a una produzione classica. Un approccio che ha comunque trovato un pubblico, poiché l’attività biologica ha permesso alla famiglia Plasencia di sviluppare tecniche di lotta contro gli insetti nocivi senza insetticidi, in particolare grazie all’aglio, ad alcuni funghi o ancora a una specie di vespe.

Tabacco biologico, un argomento ancora contestato
Il « biologico » resta un argomento contestato da numerose associazioni di lotta contro il tabagismo e da organismi di sorveglianza della salute, ma viene usato da anni dai produttori di sigarette.
Negli Stati Uniti, ad esempio, il marchio American Spirit, lanciato nel 1982 da uno dei maggiori produttori di tabacco al mondo, British American Tobacco (BAT), sembra essere stato tra i primi a usare un argomento di sigarette biologiche. Sul versante francese, il gruppo Altadis Distribution France orienta chiaramente la propria offerta verso una sigaretta biologica proponendo non meno di sei marchi di sigarette che riportano sulla confezione « senza additivi » o « senza pesticidi ». Pratiche di marketing che oppongono regolarmente i produttori di sigarette alle associazioni contro il tabagismo nei tribunali.
Va quindi tenuto presente che l’etichetta « biologico » riguarda soltanto la coltivazione e lo sfruttamento del tabacco senza insetticidi o altri prodotti chimici, e che non garantisce le fasi successive di fabbricazione come l’essiccazione o la fermentazione.
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