Vai al contenuto
Attualità

Tabacco: come sulle spiagge, è ormai vietato fumare sulle piste da sci

Tabacco: come sulle spiagge, è ormai vietato fumare sulle piste da sci

Una misura passata inosservata quest’estate farà parlare di sé in stazione quest’inverno: come sulle spiagge del litorale, è ormai vietato fumare sulle piste da sci in Francia. Dall’apertura dei primi comprensori a fine novembre, nuovi cartelli di segnaletica ricordano agli sciatori che accendere una sigaretta o svapare è proibito su gran parte delle zone all’aperto in montagna. Gli appassionati di discesa colti in flagrante con una sigaretta rischiano un’ammenda forfettaria di 135 euro.

Un decreto antitabacco esteso alle stazioni sciistiche

Questo divieto deriva dal decreto n°2025-582 del 27 giugno 2025, firmato dal governo per estendere i luoghi senza fumo agli spazi pubblici all’aperto. Entrata in vigore il 1° luglio, la nuova regolamentazione si applica in tutti i comprensori sciistici francesi: impianti di risalita, code e piste da sci sono ormai ufficialmente zone non fumatori. All’epoca la misura aveva fatto parlare soprattutto per l’impatto sulle spiagge turistiche in estate, mentre la sua applicazione in montagna è rimasta discreta fino all’inizio di questa stagione invernale.

Salute pubblica e ambiente: le ragioni del divieto

Le autorità giustificano questa estensione con un duplice obiettivo di salute pubblica e di tutela dell’ambiente. Si tratta innanzitutto di « denormalizzare » il tabagismo nei pressi dei luoghi frequentati dalle famiglie e dai giovani sciatori, rompendo con l’immagine della « pausa sigaretta » sulle cime. Poi, la misura mira a contrastare l’inquinamento massiccio dovuto ai mozziconi di sigaretta, troppo spesso abbandonati nella natura. Secondo l’associazione Mountain Riders, i mozziconi costituiscono il primo rifiuto ritrovato in montagna una volta sciolta la neve. Nel 2024 sono stati raccolti oltre 58.000 mozziconi sulle piste e ai dintorni delle stazioni, un vero disastro ecologico, sapendo che un solo mozzicone può inquinare fino a 500 litri d’acqua. Preservare la qualità dell’aria in quota rientra inoltre, secondo le autorità, tra i benefici attesi del provvedimento.

Fino a 750 € di multa in caso di infrazione

In concreto, fumare su una pista da sci diventa una contravvenzione di 4ª classe: l’ammenda forfettaria di 135 € può essere maggiorata a 375 € in caso di ritardo di pagamento, e raggiungere 750 € se la faccenda è portata davanti a un tribunale. Le forze dell’ordine (polizia municipale, gendarmeria) saranno abilitate a verbalizzare i trasgressori. Inoltre, gettare il mozzicone nella neve costituisce già un’infrazione distinta di abbandono di rifiuti, passibile di una multa di 68 €. I fumatori sono dunque invitati ad allontanarsi dalle zone interessate per accendere la sigaretta, o a partecipare al Mese senza tabacco lanciato a novembre durante il soggiorno all’aria aperta.

Reazioni miste tra gli sciatori

Sulle piste, l’annuncio di questo divieto suscita pareri condivisi tra gli sciatori. Molti si dicono favorevoli alla misura per proteggere la montagna. « Si vedono ancora troppo spesso turisti che buttano i mozziconi… Si sa che inquina parecchio, fino a un metro cubo di neve », spiega uno sciatore sensibile alle questioni ecologiche. In compenso, alcuni fumatori ammettono la loro frustrazione. « Mi piace fumare la mia piccola sigaretta di tanto in tanto in un angolo isolato, e mi preoccupa che non si possa fumare sulle piste », rimpiange un abituale degli sport invernali, abituato alla sua pausa nicotina in cima agli impianti.

I professionisti delle stazioni sciistiche riconoscono dal loro lato che sarà difficile far rispettare rigorosamente il divieto sull’insieme del comprensorio. « Il divieto è in vigore, ma faremo fatica a farlo rispettare », ammette un responsabile, sottolineando che molti sciatori non hanno ancora preso coscienza di questa nuova regola. Da notare che fumare resta autorizzato sulle terrazze esterne dei ristoranti d’altitudine, questi spazi non essendo (ancora) inclusi nel perimetro del decreto.

Fonti: France Bleu, Cnews.fr, France 3

Alcune illustrazioni di questo articolo possono essere state generate o ritoccate da un’intelligenza artificiale.

Potrebbe interessarvi anche