Come si tiene un sigaro
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Non esiste un metodo ufficiale per tenere un sigaro. Il modo in cui lo si tiene varia da un fumatore all’altro, e a ciascuna presa il settore associa le proprie convenzioni.
Perché il sigaro è associato al lusso
L’universo del sigaro è strettamente legato a quello del lusso. Perché? Semplicemente perché i sigari più considerati sono spesso anche i più cari. Si tratta di un prodotto costoso che non tutti possono permettersi. Esiste anche una gamma di accessori per sigaro. Quanto al portamento, è raro vedere un fumatore di sigari sprofondato in un divano, che tiene la vitola come terrebbe una sigaretta.

Certo, non esiste alcun tutorial né alcun metodo per tenere un sigaro: ogni fumatore fa come preferisce, cercando anche di restare composto. Alcuni lo tengono come una sigaretta, altri con la punta delle dita, altri ancora sistemano le dita per calare il sigaro in quinconce.
Il modo con cui ci si sente a proprio agio
Lo scopo è percepire gli aromi del sigaro, non avere l’aria di una star del cinema mentre lo si fuma. Detto questo, stile e comfort non sono incompatibili, ed è per questo che alcuni fumatori ritengono che tenere il sigaro come una sigaretta sia un affronto al lavoro che vi è andato.
Si può dunque lasciare da parte la presa a due dita e provare a tenerlo a tre dita. È probabilmente la presa più diffusa. Di fronte, o con il pollice di lato per una versione più laterale, è molto pratica per i sigari imponenti.
E poiché un sigaro non si butta via, quando si arriva alla fine, piuttosto che bruciarsi le dita, resta il metodo dello stuzzicadenti da piantare nel mozzicone per sfruttare le ultime boccate…
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