CBD durante la gravidanza
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Anche se il CBD viene spesso presentato come privo di rischi, consumarlo durante la gravidanza può avere diversi effetti. Pur risultando allettante quando compaiono i dolori, è importante restare prudenti. Ecco lo stato delle conoscenze sul CBD e la gravidanza, per capire se il consumo ha un’incidenza sullo sviluppo del feto.
Le diverse forme di consumo di CBD
Il CBD è raccomandato da alcuni per gestire lo stress e diversi disturbi quotidiani. I sostenitori gli attribuiscono un effetto di distensione. Se numerose ricerche affermano che il CBD sarebbe utile e senza rischi, per le donne in gravidanza gli studi restano rari. Per precauzione, alle future mamme è quindi sconsigliato consumare CBD durante la gravidanza, al pari della canapa. Esistono due modi di consumare il CBD: l’ingestione e l’applicazione. Ecco i possibili effetti sulla gravidanza.
L’ingestione di CBD durante la gravidanza e le conseguenze sul bambino
Durante la gravidanza, la mamma produce endocannabinoidi, che non sono altro che cannabinoidi. Nella fase di allattamento, questi sono trasmessi al bambino. Così, lo sviluppo del bambino allattato è direttamente influenzato dall’ingestione di questi endocannabinoidi. Questo processo naturale può essere perturbato dalla supplementazione di CBD da parte della madre. Per questo si consiglia di lasciare fare alla natura e di non consumare CBD per almeno 9 mesi, e oltre se si allatta.

L’applicazione del CBD sulla pelle durante la gravidanza
Secondo alcuni esperti, non vi sarebbe controindicazione all’applicazione di CBD sulla cute di una donna in gravidanza o che allatta. Alcuni specialisti della salute raccomandano l’applicazione di oli per ridurre il disagio e i dolori comuni della gravidanza. Secondo questi specialisti, acne, dolori lombari e gambe pesanti potrebbero essere attenuati con un olio di CBD passato localmente sulle zone interessate. Attenzione però: l’uso di olio essenziale di canapa resta sconsigliato per precauzione, poiché a oggi mancano sia un seguito sufficiente sia studi seri pubblicati sull’argomento.
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