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Attualità

Nuovo aumento del prezzo del tabacco nel 2026 in Francia

Nuovo aumento del prezzo del tabacco nel 2026 in Francia

In Francia, il prezzo del tabacco subisce un nuovo rialzo dal 1° gennaio 2026 nel quadro della politica di salute pubblica. Le autorità mirano a ridurre il consumo di sigarette rendendo questo prodotto sempre più costoso, in particolare per scoraggiare i più giovani. Questo aumento, che fa superare a certe marche i 13 € a pacchetto, si accompagna a prime conseguenze sulle vendite ufficiali e solleva preoccupazioni quanto a un’espansione del mercato parallelo.

Contesto e obiettivi del rialzo

Da diversi anni, la Francia utilizza la fiscalità del tabacco come leva dissuasiva. Un piano nazionale di lotta al tabagismo (2023-2027) fissa una traiettoria di prezzi in aumento: l’obiettivo iniziale era raggiungere un prezzo minimo di 13 € a pacchetto già nel 2026, anche se è stato adeguato per puntare al 2027. In pratica, la soglia simbolica dei 13 € è raggiunta su molte referenze all’inizio del 2026, dopo essere passata per il livello dei 10 € nel 2020 e poi degli 11-12 € in questi ultimi anni. Questa strategia si iscrive in un approccio di salute pubblica per far scendere il tabagismo, generando al contempo entrate fiscali importanti (circa l’87% del prezzo del pacchetto corrisponde a tasse in Francia).

I fabbricanti di tabacco sono tenuti a dichiarare e applicare le nuove tariffe omologate dalle Douanes. Un decreto ministeriale pubblicato il 12 dicembre 2025 ha ratificato la nuova griglia di prezzi al 1° gennaio 2026. Il governo indica chiaramente l’obiettivo di ridurre il consumo di tabacco grazie a questi rialzi ripetuti. Tuttavia, questa politica di «choc dei prezzi» deve fare i conti con il rischio di un trasferimento dei fumatori verso prodotti meno tassati o illeciti, il che ne fa un esercizio di equilibrio delicato.

Dettagli degli aumenti previsti al 1° gennaio 2026

A partire dal 1° gennaio 2026, i principali fabbricanti aumentano i prezzi, con rialzi variabili secondo le marche e i tipi di prodotti. Nel dettaglio, si osservano i seguenti cambiamenti:

  • Japan Tobacco International (JTI) – Le sigarette Camel e Winston raggiungono ormai 13,00 € a pacchetto. JTI applica maggiorazioni che vanno da +0,10 € fino a più di +1 € su certe referenze, compreso un aumento di tariffa per il suo tabacco da rollare. Per esempio, il Winston Blue (20 unità) è passato da 12,50 € a 13,00 €.
  • Philip Morris International (PMI) – Il fabbricante di Marlboro e Philip Morris alza di circa +0,50 € il prezzo delle sue sigarette e del suo tabacco da rollare. La marca di punta Marlboro Red – la più venduta in Francia – sale così da 13,00 € a 13,50 € a pacchetto, superando un nuovo record. Altre referenze premium di PMI superano anch’esse i 13 €.
  • British American Tobacco (BAT) – Questo gruppo (marche Dunhill, Lucky Strike…) interviene solo su una decina di prodotti, con aumenti moderati da +0,10 € a +0,50 € secondo i pacchetti. La maggior parte delle sigarette BAT resta sotto la soglia dei 13 €.
  • Imperial Brands (Seita) – Il fabbricante delle Gauloises e Winston (in Francia) opta per rialzi limitati di circa +0,10 € sulla maggior parte dei suoi pacchetti di sigarette, mantenendo le sue marche spesso appena sotto le tariffe di JTI e PMI.

Nonostante questi rialzi generalizzati, restano gamme d’ingresso intorno a 11,50 € a pacchetto da 20 sigarette, mantenute da tutti i grandi fabbricanti per conservare un’offerta più accessibile ai fumatori con budget modesto. Gli industriali giustificano inoltre i rialzi del 2026 con l’aumento di certi costi: il nuovo eco-contributo ambientale (destinato a finanziare la raccolta dei mozziconi tramite l’eco-organismo Alcome) è fortemente aumentato, così come le materie prime e l’energia. PMI indica così che l’adeguamento dei prezzi «corrisponde all’aumento del [suo] eco-contributo, all’inflazione dei costi di produzione e all’aumento della quota versata ai tabaccai». I fabbricanti assicurano di calibrare i rialzi per non far fuggire la clientela verso altri circuiti: «Il rialzo resta limitato per non spingere gli acquirenti verso il mercato illegale», sottolinea il portavoce di PMI, che nota anche di aver risparmiato i prodotti alternativi come la sigaretta elettronica per mantenerli più accessibili.

Nuovi adeguamenti al 1° febbraio 2026

Al 1° febbraio 2026, una nuova serie di rialzi è applicata sulla maggior parte delle referenze di tabacco, conformemente ai decreti pubblicati dalle Douanes. Il prezzo medio del pacchetto supera ormai i 13,50 €, con un aumento cumulato di 20 a 60 centesimi supplementari in questo trimestre. Come a gennaio, i fabbricanti adeguano le tariffe per scaglioni secondo le marche: le marche premium continuano a passare sopra la soglia simbolica dei 13 €, mentre le referenze di fascia bassa o senza filtro restano vicine a 11–12 €.

  • Dunhill (argento, blu, rosso): 13,50 € → 13,70 € (+0,20).
  • Gauloises blondes (bianco, blu, rosso): 12,60 € → 13,00 € (+0,40). Gauloises brune: 13,80 € → 14,20 € (+0,40).
  • Lucky Strike (X Series, Gold, Red, ecc.): 12,50 € → 12,70 € (+0,20). Rothmans (blu, rosso, London): 12,50 € → 12,70 € (+0,20). News & Co (blu, rosso): 12,60 € → 13,00 € (+0,40).
  • Vogue L’Originale (bianca, blu, pastel): 13,00 € → 13,20 € (+0,20).

Tra le sigarette delle grandi marche, alcune restano alla stessa tariffa: in particolare, la maggior parte delle referenze Marlboro, Chesterfield, Philip Morris e L&M non cambiano di prezzo (in genere mantenute intorno a 13 €). Qualche raro pacchetto vede il prezzo scendere: è il caso per esempio dei Winston Sélection (pacchetti blu e rossi, da 11,70 € a 11,50 €, -0,20) e dei Camel Filters No. 1 (da 10,60 € a 10,50 €, -0,10).

  • Austin Red (tabacco da rollare 30 g): 15,50 € → 15,60 € (+0,10).
  • Philip Morris Blague (30 g): 18,35 € → 18,55 € (+0,20). Lucky Strike (blague 30 g): 18,00 € → 18,50 € (+0,50). Samson (blague 40 g): 24,10 € → 24,80 € (+0,70).

Diversi prodotti molto marginali sono ritirati dal mercato («scomparsi») in questo aggiornamento. Per esempio, il pacchetto The King Blue (20 unità, precedentemente 11,20 €) è soppresso. Nelle sigarette riscaldate, certe referenze Heets sono anch’esse abbandonate (per es. Heets Mauve Wave). Questi ritiri riflettono l’evoluzione del portafoglio prodotti, ma riguardano soprattutto articoli di nicchia.

In sintesi, l’adeguamento del 1° febbraio 2026 prosegue la logica sanitaria e di bilancio: aumento generalizzato dei prezzi (certi pacchetti superano ormai i 13 €) ma preservando un’offerta ancora accessibile in basso di griglia. L’effetto sul consumo andrà seguito, così come il rischio di passaggio al mercato parallelo se i prezzi ufficiali diventano proibitivi.

Prime ripercussioni sulle vendite e sui tabaccai

Sul mercato legale del tabacco, si constata un calo sensibile delle vendite all’indomani di questo rialzo di prezzo. Secondo i dati delle Douanes francesi, il volume di sigarette vendute nel 2025 è sceso di oltre l’11% rispetto al 2024, e del 15% per il tabacco da rollare (confronto da novembre 2024 a novembre 2025). Questa tendenza prolunga la decrescita del tabagismo osservata in questi ultimi anni in Francia. Concretamente, molti fumatori arbitrano ormai i loro acquisti riducendo il consumo o orientandosi verso referenze meno care.

Dal lato dei tabaccai (esercenti di tabaccheria), il calo di frequentazione si traduce direttamente nei fatturati. «Si osserva una diminuzione delle nostre vendite giornaliere di circa il 20-25%. Quindi il nostro fatturato diminuisce», testimonia per esempio Stéphane Mazille, gestore di una tabaccheria a Digione, alcuni giorni dopo l’entrata in vigore dei nuovi prezzi. Questo arretramento delle vendite legali inquieta i professionisti, che vedono i loro negozi fragilizzati. Il presidente della Confédération des buralistes, Serdar Kaya, deplorà «questa ennesima evoluzione dei prezzi [che] è una nuova occasione per fragilizzare ulteriormente i nostri negozi», evocando un trasferimento a favore della criminalità organizzata. In effetti, se una parte dei fumatori approfitta del rialzo dei prezzi per diminuire o interrompere il consumo, altri potrebbero cercare alternative fuori dal circuito ufficiale. «Non penso che sia il prezzo a dissuadere dal fumare. È una dipendenza, una volta che ci si è abituati, ci si è abituati», afferma così un fumatore interrogato in televisione, poco convinto che il costo crescente basti a farlo rinunciare al tabacco.

Di fronte a queste dinamiche, i tabaccai temono soprattutto una ripresa del mercato illegale se i clienti si allontanano dalle vendite ufficiali. Fin dal 1° gennaio, i professionisti hanno espresso il timore di vedere una parte del consumo spostarsi verso i circuiti paralleli (sigarette di contrabbando, acquisti transfrontalieri, ecc.). Questa preoccupazione è rafforzata dall’ampiezza già raggiunta dal tabacco non tassato in Francia.

Rischio di sviluppo del mercato parallelo

Il mercato parallelo del tabacco designa l’insieme delle sigarette consumate sottraendosi alle tasse francesi (contrabbando, contraffazione, acquisti all’estero oltre i limiti legali, ecc.). Questo fenomeno prende ampiezza a misura che il prezzo del tabacco aumenta sul territorio nazionale. Secondo certe stime, quasi una sigaretta su due fumata in Francia nel 2024 non sarebbe stata acquistata presso un tabaccaio ufficiale. Questa cifra elevata, spesso avanzata dall’industria del tabacco, è contestata dalle autorità sanitarie. Tuttavia, anche gli studi commissionati dallo Stato valutano intorno al 17–20% la quota di consumo che sfugge alla fiscalità francese, cioè quasi un quinto delle sigarette fumate, rappresentando più di 4 miliardi di euro di perdite fiscali annue. In altre parole, il mancato gettito e l’impatto sanitario del mercato nero della sigaretta sono lungi dall’essere trascurabili.

Diversi fattori alimentano questo mercato parallelo. Innanzitutto, gli acquisti transfrontalieri: molti fumatori approfittano degli scarti di prezzo con i paesi vicini per rifornirsi all’estero. In Spagna, in Belgio, in Lussemburgo o in Andorra, il tabacco resta ben più conveniente che in Francia, inducendo frontalieri (e anche certe reti organizzate) a importare cartoni. Uno studio finanziato dalla Douane francese ha messo in evidenza che i dipartimenti limitrofi di paesi a tabacco meno caro (per es. la Moselle, i Pirenei Atlantici) hanno subito un calo di oltre il 45% delle consegne di sigarette ai tabaccai tra il 2016 e il 2023, mentre dipartimenti lontani dalle frontiere come la Vendée registravano solo un calo inferiore al 25%. L’analisi mostra che questa divergenza si è accentuata dopo il 2018, confermando che la prossimità delle frontiere facilita gli acquisti transfrontalieri di tabacco. Durante il confinamento del 2020, la chiusura temporanea delle frontiere ha d’altronde provocato un trasferimento massiccio dei fumatori verso la rete legale francese, determinando un rialzo puntuale delle vendite nelle zone di frontiera, il che ha illustrato in negativo l’ampiezza degli acquisti abitualmente effettuati all’estero in tempo normale.

Poi, il contrabbando organizzato e la contraffazione alimentano anch’essi il mercato nero. Filiere illegali importano o fabbricano clandestinamente sigarette per rivenderle a basso prezzo, senza rispettare le norme né pagare tasse. Nel 2024, le Douanes francesi hanno sequestrato quasi 489 tonnellate di tabacco di contrabbando e contraffatto sul territorio, un volume considerevole, sebbene in leggero calo rispetto al 2023. Secondo un rapporto internazionale, circa il 15,6% delle sigarette consumate in Francia sarebbero prodotti contraffatti, provenienti da fabbriche clandestine in Francia o nei paesi vicini. Queste sigarette illegali, vendute per strada o tramite reti criminali, concorrono direttamente con le vendite legali offrendo un prezzo ben inferiore, ma senza alcuna garanzia sanitaria.

Di fronte a questa minaccia crescente, i poteri pubblici rafforzano progressivamente la lotta contro il commercio illecito del tabacco. Le sanzioni penali per traffico di sigarette sono state inasprite in questi ultimi anni, e le operazioni di controllo alle frontiere si moltiplicano. Il Governo ha anche annunciato l’intenzione di ripristinare un limite di un cartone (cioè 10 pacchetti) a persona per gli acquisti di sigarette riportati da un altro paese dell’Unione europea, invece dei quattro cartoni attualmente tollerati a seguito di una decisione giuridica. Questa misura, sostenuta dai tabaccai, mira a ridurre le importazioni personali massive provenienti dai paesi vicini. Parallelamente, campagne di sensibilizzazione e nuove tecnologie di tracciabilità dei pacchetti sono dispiegate per frenare la circolazione di tabacco illecito.

In sintesi, il rialzo del prezzo del tabacco al 1° gennaio 2026 si iscrive in una strategia di salute pubblica di lungo termine per diminuire il tabagismo in Francia. Permette di raggiungere nuovi picchi tariffari, con certi pacchetti a 13 € e oltre, e contribuisce al calo delle vendite legali di sigarette. Tuttavia, la sua efficacia dipende anche dalla capacità delle autorità di contenere il trasferimento verso il mercato parallelo, che si tratti di acquisti transfrontalieri o di reti criminali di contrabbando. L’equazione resta complessa: si tratta di far diminuire il numero di fumatori senza spostare il problema verso un circuito clandestino incontrollato, il tutto preservando l’equilibrio economico dei tabaccai. I prossimi mesi e anni diranno in quale misura questo nuovo aumento di prezzo avrà raggiunto il suo doppio obiettivo di salute pubblica e di riduzione del commercio illecito.

Fonti: Douanes francesi, AFP (dispaccio del 12/12/2025), LCI/TF1

Alcune illustrazioni di questo articolo possono essere state generate o ritoccate da un’intelligenza artificiale.

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